Centro di Formazione per l'Attività Educativa dei Gesuiti d'Italia

Gesuiti - Formazione

18 Novembre 2017

Ist. Pontano – Napoli

 

 

Istituto Pontano

Corso Vittorio Emanuele 581 – 80135 Napoli
Tel: 0817049111
EMail: : segreteria@istitutopontano.it
Web: 
www.istitutopontano.it

 

L’Istituto oggi
L’Istituto Pontano è una scuola cattolica diretta dai Padri Gesuiti nella linea della tradizione educativa della Compagnia di Gesù. L’Istituto assume come suo impegno specifico la promozione culturale e lo sviluppo umano dell’alunno, fondandosi sulla concezione cristiana della vita.
Si propone perciò di essere una scuola che:

  • offra un insegnamento che sviluppi il senso critico di fronte alle realtà culturali e sociali;
  • sia frutto di un lavoro comune tra docenti, alunni e famiglie per un’educazione più completa e più efficace;
  • dia ai giovani un’apertura alla fede, attraverso l’approfondimento e la promozione dei valori fondamentali della vita, illuminati dal Vangelo.

L’attenzione alla singola persona è una caratteristica fondamentale della educazione dell’Istituto. Ai docenti e ai padri spirituali è affidata la cura personale per la formazione umana e religiosa.
L’Istituto ha la sua sede nella magnifica posizione del Palazzo Cariati in Corso Vittorio Emanuele.
Nell’anno scolastico corrente l’Istituto conta 507 iscritti distribuiti in una piccola scuola secondaria di primo grado (media) e in due Licei: classico e scientifico. Le due scuole hanno il riconoscimento di parità secondo il nuovo ordinamento giuridico.

La storia
Il Pontano apriva per la prima volta i suoi battenti, a Napoli, presso piazza San Gaetano, nella sede provvisoria del Palazzo Pianura, a vico Cinque Santi, il 13 novembre 1876. Fu un esordio davvero modesto, un inizio sofferto e difficile tra ostacoli ed opposizioni. In verità l’istituzione aveva dietro una persona, il gesuita P. Nicola Valente, capace di interpretare le istanze sociali che emergevano dalla particolare situazione storica della città.
Il primo nome assegnato all’Istituto fu quello di Silvio Pellico ma davanti alla Compagnia il suo fondatore volle che il collegio si intitolasse al Sacro Cuore di Gesù. La sede fu poi trasferita nel palazzo quattrocentesco del Barone Amatucci con il nome di Scuola Convitto Pontano, perché vi aveva abitato Gioviano Pontano organizzandovi un sodalizio di dotti presieduto dal Panormita, da cui si sviluppò la famosa Accademia Pontano.
La terza sede del Pontano fu il palazzo dei Principi Caracciolo di Avellino. Nel 1889 l’Istituto si trasferiva nel vicino palazzo del Barone Winspeare, in via Atri, 37. Altre sedi furono un palazzo tra piazza dei Martiri e via Calabritto, a via S. Spirito di Palazzo, 51.
L’acquisto dell’attuale sede, il palazzo Cariati, al Corso Vittorio Emanuele, fu stipulato il 12 settembre 1921. Il Palazzo Cariati era stato un edificio signorile, nobile, magnatizio tanto da dare il nome a tutto il rione dove esso si trova. All’inizio del XVIII secolo il Principe di Cariati, Giovanbattista Spinelli aveva fatto eseguire lavori di radicale trasformazione di una cinquecentesca villa di campagna. In ottima posizione di luce e di sole, a mezza costa della collina di San Martino, essa offriva una visione d’incanto, circondata com’era da giardini e aperta sul panorama della città e sul golfo.
La terrazza era ritenuta una delle meraviglie della città. Ad essa si accedeva attraverso i vasti saloni di rappresentanza, lussuosi per le tele, i pavimenti di maiolica, le porte di noce, le specchiere dorate. Questo era Palazzo Cariati del secolo XVIII. Nel settembre del 1921, invece, esso era ridotto alla condizione di un tozzo e lungo fabbricato, squallido e logorato dal tempo, mantenuto in piedi da alti e massicci barbacani, separato dal corso da un largo e profondo fossato che gli dava l’aria di un fortilizio in rovina.
Nel Palazzo si ricostituì la Comunità religiosa premurosa di allestire per l’esternato una sede stabile e funzionale.
Il 28 ottobre 1922 il grande portone di Salita Cariati 25, apriva i battenti agli alunni che erano quattrocento. Da allora l’Istituto Pontano iniziava la sua marcia pacifica, silenziosa, costruttiva in Napoli e per Napoli.

Gli elementi caratterizzanti il progetto
Nel comunicare il suo progetto educativo-formativo, l’Istituto Pontano avverte l’esigenza di informare genitori e alunni sui principi che permeano la sua attività educativa, tesa alla formazione integrale, intellettuale, sociale, morale e religiosa della persona.
Il primo grande contributo chiarificatore viene dalla testimonianza del P. Kolvenbach: “Noi intendiamo formare dei leaders nel servizio, uomini e donne che abbiano competenze, coscienza e passione per l’impegno”… “perché se l’uomo non è istruito non potrà aiutare efficacemente il prossimo, se non è buono non l’aiuterà o per lo meno non si potrà contare sul suo aiuto”.
In questa ottica, gli alunni e le alunne costituiscono la ragion d’essere dell’Istituto, la cui ambizione, per quanto è possibile, è quella di formarli all’eccellenza, cioè a dare sempre il meglio di sé stessi, partendo da una visione ottimistica della funzione della scuola e credendo nelle possibilità dei giovani.
L’Istituto intende procedere nell’educazione degli alunni in costante e stretta collaborazione con le famiglie, consapevole della necessità di un impegno congiunto, finalizzato alla formazione di “uomini per gli altri”, pronti a contrastare l’individualismo e l’utilitarismo circostanti.
Il Piano poggia su alcuni fondamentali principi:

  • la partecipazione attiva dei soggetti educativi, protagonisti del percorso di formazione, con il supporto delle famiglie, in una visione di collaborazione reciproca;
  • il senso di appartenenza all’Istituto degli operatori scolastici e la condivisione degli intenti programmatici e degli assetti operativi;
  • l’intenzionalità degli interventi e la responsabilità delle funzioni e dei compiti da parte dei singoli operatori scolastici e degli Organi Collegiali di indirizzo e gestione;
  • la flessibilità di una struttura scolastica che vuole offrire un servizio di qualità per tutti i soggetti educativi.

L’impegno è finalizzato a dare carattere di flessibilità all’attività educativa e formativa nei confronti degli studenti, in maniera da permettere a ciascuno di essere condotto, sulla base dei propri ritmi di apprendimento e delle proprie inclinazioni, su un percorso formativo individualizzato, che renda possibile l’acquisizione di conoscenze, competenze e capacità al più alto livello raggiungibile.
L’assunzione della responsabilità dell’iter formativo implica l’attivazione di procedure sistematiche di verifica e di valutazione interna ed esterna all’Istituto, in maniera da poter essere sempre pronti a dare conto delle scelte operate, a modificarle, ad integrarle, in un processo, senza soluzioni di continuità, di miglioramento dell’offerta formativa ed educativa.
L’attività mira le attività curricolari e quelle extra-curricolari si integrino in maniera armonica e coerente, consegnando allo studente la possibilità di dilatare i propri orizzonti culturali e valorizzandone le potenzialità.
Le finalità generali del progetto educativo-formativo sono, pertanto, sintetizzabili nei seguenti punti:

  • elevare la qualità della formazione degli studenti sul piano delle conoscenze, delle competenze, delle capacità;
  • promuovere l’unitarietà del sapere;
  • orientare l’azione formativa verso i nuovi orizzonti europei e multietnici, sia culturali che occupazionali.

Elemento caratterizzante del processo formativo è la “cura personalis” che la comunità educante realizza ponendo l’allievo, in quanto persona, al centro della propria attività con particolare attenzione alle caratteristiche e ai bisogni formativi dei singoli, attraverso una scelta oculata dei mezzi educativi che facilitino l’apprendimento e la comunicazione.

Le scuole
La scuola secondaria di 1° grado (media)
Accoglie gli studenti nel periodo di passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, proseguendone l’orientamento educativo.
Essa aiuta gli allievi a superare ogni residuo egocentrismo cognitivo di tipo infantile, per assumere una visione più critica e multiforme della realtà.
Si propone con queste caratteristiche, illustrate nel P.O.F. dell’Istituto:

  • come scuola dell’educazione integrale della persona;
  • come scuola dell’ identità ed orientativa;
  • come scuola della motivazione e del significato;
  • come scuola delle relazioni educative;

Il Liceo Classico
La nostra istituzione scolastica s’impegna a sviluppare, negli alunni, la consapevolezza della pari dignità sociale di tutti gli individui, attraverso la riflessione sulle concrete esperienze di vita ed in particolare su quelle concernenti i rapporti umani. In sintesi, la scuola s’impegna a realizzare delle attività educative e didattiche che attivino negli alunni, futuri cittadini, quelle capacità di convivenza e partecipazione democratiche utili per vivere attivamente e concretamente nella nostra società.
La scuola organizza attività utili a sostenere gli alunni nell’acquisizione di tutti i fondamentali tipi di linguaggio, ossia nell’apprendimento delle discipline, che sono sistemi simbolici, con linguaggi, metodologie, concetti e contenuti specifici con i quali sono organizzati il pensiero, le esperienze, le conoscenze relative ad un campo particolare del sapere umano. Nello sviluppo del percorso educativo d’ogni singolo alunno il docente tende a valorizzare i successi ottenuti in vista del potenziamento del livello d’autostima di ciascuno e nell’ottica di una valutazione formativa.
Nella programmazione delle attività didattiche, i docenti ritengono importante ricorrere ad una pedagogia del successo, tramite un lavoro d’analisi degli errori e di valorizzazione delle competenze. La scuola mette in atto, organizzandosi come ambiente educativo di apprendimento intenzionale e sistematico, ogni strategia per permettere agli alunni di essere ed aiutati, nella vita di classe di tutti i giorni, nella costruzione di una loro autonomia di azione, di pensiero e di giudizio. I docenti organizzano delle attività facilitanti l’acquisizione di strumenti cognitivi utili all’elaborazione di proprie strategie di pensiero e di risoluzione creativa e concreta di situazioni problematiche di vario genere (problem solving), mirando più che al semplice apprendimento di contenuti, allo sviluppo e al consolidamento delle capacità e delle abilità di pensiero e d’azione.

Il Liceo Scientifico
L’impostazione del liceo fa riferimento ai principi esposti nel POF.
Nella linea prevista dalla riforma in corso d’attuazione si procede con una programmazione per classi parallele, sottolineando la scansione in bienni e dando nell’ultimo anno una particolare accentuazione alle problematiche contemporanee e all’orientamento universitario.
I punti fondamentali di tale programmazione sono i seguenti:

  • per le classi del Biennio, gli obiettivi vengono specificati nei seguenti termini esemplificativi: scolarizzazione e conoscenza di sé stesso; accettazione e rispetto dell’altro, attraverso la comunicazione e l’educazione all’ascolto dei propri compagni di classe; organizzazione delle risorse, cioè capacità di prendere appunti, di memorizzazione consapevole e di rielaborazione delle informazioni; progressiva acquisizione di un personale metodo di studio che consenta all’allievo di pianificare modi e tempi del suo lavoro. Inoltre viene messo in evidenza un impegno formativo di particolare rilievo da perseguire nel corso del biennio: l’amore per la vita.
  • per le classi Prime del Triennio, gli obiettivi didattici e formativi sono così esposti: formare individui in grado di pensare autonomamente, acquistando un metodo (analisi e sintesi) nel rispetto delle esperienze e del pensiero altrui. Sviluppo e potenziamento delle capacità già acquisite nel corso del biennio. Partecipazione più attiva e consapevole al dialogo formativo, favorendo lezioni interattive. Per un efficace sviluppo di tali obiettivi si porranno in atto le seguenti strategie didattiche: invito all’analisi e all’approfondimento di tematiche che abbiano riscontro nella realtà sociale – promozione del dialogo e del dibattito tra alunni – assegnazioni di lavori di gruppo.
  • per le classi Terminali, l’aggiornamento dei programmi, privilegiando l’ultimo cinquantennio del secolo scorso, nell’intento di stimolare l’interesse della classe ed avvicinarsi il più possibile alle problematiche contemporanee. Favorire l’elaborazione autonoma attraverso l’utilizzo di percorsi interdisciplinari. Consolidare una crescita armonica dei singoli, utilizzando tecniche che stimolino al confronto.

 

 

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